Historia/Idols

Anna Bolena – Ainsi sera, groigne qui groigne

Anneboleyn2…sarebbe vissuta pericolosamente, aggressivamente, incalzando sempre con la sua superiorità e ritraendosi di rado davanti al pericolo e alle sfide.   C.ERICKSON, “Anna Bolena”, Milano, Oscar Mondadori 2005

Oh Morte, cullami mentre mi addormento,
Portami alla tranquillità del sonno eterno,
Consenti al mio stanco fantasma innocente di passare,
Fuori dal mio petto attento.
(traduzione della prima strofa di “O Death, rock me asleep”)

Ainsi sera, groigne qui groigne. (“Così sarà, si lamenti chi vuole”, motto di Anna Bolena)

Oggi, 25 gennaio, è l’anniversario del matrimonio tra Enrico VIII d’Inghilterra ed Anna Bolena, convolati a nozze segrete nel 1533. Segrete perchè il re era ancora sposato a Caterina d’Aragona che rifiutava il divorzio e il conseguente allontanamento dalla corte. Al di là dei risvolti storici che sono dipesi da questo matrimonio (in primis la scissione della chiesa inglese da quella romana e in seguito la nascita di Elisabetta, unica figlia della coppia nonchè regina più influente e celebre della storia inglese), la figura di Anna Bolena continua ancora oggi ad affascinare, sia per il suo triste destino ma anche e soprattutto perchè era una donna forte, sicura di sé e fautrice di una libertà di agire e di pensiero che all’epoca era vista come pericolosa. La sua bellezza e l’influenza che esercitava su Enrico VIII le attirarono ben presto le antipatie della corte e del popolo, a differenza di Caterina, che invece era molto amata e considerata la regina legittima. L’eccessiva libertà e l’odio del popolo l’hanno portata, come è accaduto spesso ad altre figure femminili notoriamente emancipate quali Lucrezia Borgia, ad essere identificate come “streghe”: questo appellativo prevedeva che alle donne tacciate di stregoneria fossero affibbiate malformazioni, che nel caso di Anna Bolena diventarono una macchia scura a deturparle il collo, che lei nascondeva con delle grosse collane, e la polidattilia alla mano sinistra, ovvero un sesto dito che lei nascondeva sotto delle maniche lunghe. Proprio l’uso di abiti con maniche molto lunghe avrebbe ispirato il titolo della celebre canzone “Greensleeves” (“Maniche verdi”), che si dice Enrico VIII compose per lei. Ne ripropongo la versione con introduzione jazz della bravissima Vanessa Carlton.

La sfortuna di Anna Bolena fu un’ unione di diversi fattori, in primis lo scontento di Enrico per la mancata nascita dell’agognato figlio maschio: infatti, a Elisabetta, seguirono tre gravidanze che finirono in aborti spontanei e in bambini nati morti. Inoltre c’era il crescente odio da parte del popolo nonchè quello della chiesa cattolica, che la vedeva come adultera e peccatrice. Altro elemento a suo sfavore fu il suo propugnare una politica filo-francese che andava a scontrarsi con la politica filo-spagnola dell’allora primo ministro del re Thomas Cromwell, principale accusatore della regina e fautore del processo-farsa che la vide accusata, oltre che di stregoneria, anche di tradimento. Le furono attribuite diverse relazioni extraconiugali, incluso un rapporto incestuoso con il fratello George, poi rivelatesi totalmente false.

Il suo atteggiamento vitale ed energico, il suo bell’aspetto e i suoi modi altezzosi non giovarono alla sua situazione, e il 19 maggio 1536, dopo aver regnato per tre anni come regina, Anna Bolena fu decapitata nel piazzale della Torre di Londra, dove si dice che ancora oggi il suo fantasma vaghi di notte, tenendo la propria testa sottobraccio. Il suo corpo e la sua testa furono sepolti in una tomba senza nome nella cappella di San Peter ad Vincula, all’interno della Torre. Durante il regno della regina Vittoria i suoi resti furono identificati e collocati sotto il pavimento marmoreo della cappella.

Le rose sulla zona della cappella in cui si trovano i resti di Anna

Le rose sulla zona della cappella in cui si trovano i resti di Anna. E’ visibile in alto a sinistra la scritta “Queen Anne Boleyn MDXXXVI”

Un romantico mistero: ogni anno, il 19 maggio, sulla zona del pavimento in cui sono sepolti i resti di Anna, qualcuno lascia un mazzo di rose rosse. Secondo gli Yeoman, ovvero i guardiani della Torre, è un’usanza che c’è da sempre, ma nessuno è in grado di dire chi sia a lasciare il mazzo. C’è chi ipotizza un discendente dei Bolena o dei Carey, la famiglia della sorella Maria.

Natalie Dormer nel ruolo di Anna Bolena per la serie tv "The Tudors"

Natalie Dormer nel ruolo di Anna Bolena per la serie tv “The Tudors”

Dal punto di vista cinematografico e televisivo, per me Anna Bolena ha il volto di Natalie Dormer, che l’ha interpretata magistralmente nelle prime due stagioni dello show della Showtime “I Tudors” (2007-2008). Ripropongo qui una delle scene in cui dimostra tutta la sua bravura, ovvero lo sfogo per la figura onnipresente di Caterina con il fratello George. Purtroppo non sono riuscita a trovare la versione in inglese, ma il doppiaggio di Domitilla D’Amico è all’altezza  dell’interpretazione dell’attrice.

Natalie Portman è Anna Bolena nel film "L'altra donna del re" (2008)

Natalie Portman è Anna Bolena nel film “L’altra donna del re” (2008)

Degna di nota è anche l’interpretazione, per il cinema, di Natalie Portman in “L’altra donna del re” (2008) di Justin Chadwick, con Eric Bana nei panni di Enrico VIII e Scarlett Johansson in quelli della sorella Maria Bolena. In campo musicale, Anna Bolena ha raggiunto l’immortalità, oltre che con il brano “Greensleeves”, anche con la poesia “O Death, rock me asleep”, da lei composta (o almeno così dice la leggenda) durante la prigionia nella Torre, e con l’opera lirica “Anna Bolena” (1830) di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani, di cui ripropongo la cabaletta “Coppia iniqua” (riferendosi a Enrico VIII e alla nuova compagna Jane Seymour), interpretata da Anna Netrebko. A seguire “O Death, rock me asleep” eseguita da Katy Rose.

In conclusione, quella di Anna Bolena è una storia che continua ad affascinare ancora oggi, perchè è stata una donna che sicuramente ha commesso molti errori nella sua vita, e li ha scontati tutti con un’accusa falsa e con un martirio inutile e gratuito. Per me è un modello, un esempio di forza e coraggio, ma anche un monito: bisogna essere sempre vigili nei confronti dei propri nemici.

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4 thoughts on “Anna Bolena – Ainsi sera, groigne qui groigne

  1. sai, quello che tu hai scritto era il motto di anna bolena prima del matrimonio: così sarà, ecc. ma forse non sai che lo aveva ripreso dal motto della granduchessa di Borgogna dalla quale era andata a fare da damigella quando era bambina.
    Infatti Anna Bolena con altri bambini nobili inglesi (pensa te, anche con Tommaso Seymour fratello di Giovanna la regina che succedette alla Bolena!) andò in Borgogna per anni, dove imparò a perfezione il francese. E il motto borgognone era: GROGNE QUI GROGNE, QUE VIVE BOURGOGNE. Quindi, lei ha ripreso le prime due parole. Dopo il matrimonio ha cambiato motto: ME AND MINE, io e tutto ciò che è mio. Un grido di puro egoismo, di pura vittoria. Peccato che è finita malissimo.

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    • Grazie mille per tutte queste informazioni, non ne ero a conoscenza! O meglio, sapevo del viaggio di Anna in Francia ma non che avesse mutuato il motto dalla Granduchessa di Borgogna. Entrambi i motti, comunque, rivelano il lato preponderante in Anna, un’arma a doppio taglio, ovvero l’orgoglio: una “dote” che ha contribuito a renderla un personaggio così interessante. Grazie ancora 🙂

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