Cinema/Idols

“Killer’s Sight”: un endorsement al talento (di un amico)

Tempi d06uri per noi giovani. Senza futuro, senza prospettive, allo sbando. Senza riassumere tutti gli svantaggi che la crisi economica comporta per la mia generazione, possiamo almeno focalizzarci su quello che forse è l’unico aspetto positivo di una crisi: lo stimolo alla creatività. Dal momento in cui siamo tutti (o quasi) ad un ‘livello zero’, è giusta e naturale la spinta, l’impulso, a solleversi ad un ‘livello uno’, e poi ad un ‘livello due’ e così via. Potrei sciorinare una serie di esempi storici che dimostrano come, ad un momento di stallo, per reazione uguale e contraria l’uomo abbia reagito e apportato una rivoluzione (culturale, industriale, sociale, per tutti i gusti) che non sarebbe stata possibile senza la creatività, che io la intendo come il mezzo per apportare un cambiamento significativo ad uno status negativo delle cose. Ma se sciorinassi questi esempi mi allontanerei dallo scopo di questo post, perciò non mi dilungo. Lo scopo di questo post è quello di fare un endorsement (non politico) al primo cortometraggio di uno dei miei più cari amici, Antonio La Camera.

Quella del regista emergente La Camera è una prova che riesce nel suo intento: lasciare col fiato sospeso lo spettatore ma, soprattutto, lasciare aperti dei punti interrogativi sulla natura della vicenda e sul suo svolgimento. Killer’s Sight omaggia i caratteri fondamentali del noir americano: dalla narrazione vissuta in prima persona, attraverso lo sguardo del protagonista, ad una fotografia fatta di ombre che avvolgono protagonisti e ambienti, creando una oscurità che si riflette sulla trama stessa, permeandola di un mistero a cui solo la fantasia di chi guarda può rispondere. Complice la colonna sonora, la splendida Summertime di Gershwin nella versione cantata da Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald, l’effetto dell’opera è una “crudezza sofisticata” che crea un voluto effetto di spaesamento nello spettatore, fino ad arrivare all’acme del dubbio, il finale, aperto all’interpretazione.

Nel cuore della notte, tra le luci e le ombre di una ricca abitazione, un killer dagli occhi di ghiaccio consuma i propri crimini.
Dopo aver colto nel sonno un ragazzo ed una donna, si accomoda nel salotto dell’abitazione dove attende l’arrivo del suo vero bersaglio. 

Preceduto dalla canna del suo fucile, un uomo anziano e possente irrompe nella stanza pronto a colpire, ma si ritroverà impreparato di fronte alla verità che nasconde l’identità dell’assassino.

05 La sinossi di Killer’s Sight (il titolo è un evidente omaggio a Killer’s Kiss di Kubrick), presa dal blog di Antonio La Camera, nel quale è presente anche un’analisi del regista, rivela l’intento registico di affermarsi come valido ma anche di porsi come “esperimento”. Nonostante il budget ridotto a zero e l’uso di mezzi di fortuna il prodotto finale rivela e conferma che, quando c’è il talento, poco importa quanti e quali possibilità si hanno. Come punto di partenza, per un aspirante regista, direi che il risultato è più che positivo.

Ora lascio a voi, abitanti del web, l’ardua sentenza. Ecco il link del corto, nella speranza di ricevere (solo)  feedback positivi: Killer’s Sight directed by Antonio La Camera

 

Annunci

2 thoughts on ““Killer’s Sight”: un endorsement al talento (di un amico)

  1. Pingback: La Protagonista: l’evoluzione di un personaggio in 14 minuti scarsi | Like Zelda

  2. Pingback: “Carne e Polvere”, il nuovo corto di Antonio La Camera | Like Zelda

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...