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La Protagonista: l’evoluzione di un personaggio in 14 minuti scarsi

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Antonio La Camera l’ha fatto ancora. Ha fatto un altro corto che non posso esimermi dal recensire.

Dopo Killer’s Sight (di cui parlo qui) e Urban Shakespeare (scritto e sceneggiato dalla sottoscritta, presentato alla prima edizione dello Shakespeare Fest del Globe Theatre), ecco La Protagonista, realizzato per la scuola Sentieri Selvaggi di Roma.

La trama è semplice e non pretenziosa: una ragazza sostiene il provino per prendere parte a un film. Ma non sarà un provino come gli altri. La (futura?) Protagonista si scontrerà con la Regista, dando vita a un confronto in cui non ci sono vinti ma solo vincitori. La protagonista, Elettra, si sottoporrà a un interrogatorio alla fine del quale uscirà con una vittoria personale, mentre la Regista avrà trovato quello che cercava da tempo.

La regia è qualcosa con cui La Camera ci aveva già deliziato ai tempi di Killer’s Sight: con una luce scarna la camera di La Camera (!) insiste sui volti, quasi a volerci far entrare dentro i personaggi, dentro le loro storie personali, dentro le loro dinamiche interiori, per quanto possibile. E’ un occhio indagatore, che scruta lo sguardo e passa il testimone agli attori, che devono riuscire a rendere personaggi complessi, che vanno oltre il semplice ruolo.

La piccola e indifesa Elettra Palmieri, interpretata da una bravissima Alessia Cardarelli, sembra inizialmente muoversi tra mille indecisioni e insicurezze: grazie al provino rivela invece un carattere fiero e deciso, una determinazione fondamentale per chiunque voglia intraprendere il mestiere dell’attore.

Di conseguenza nei quattordici minuti di cortometraggio assistiamo a una vera e propria evoluzione del personaggio, e l’artefice è la macchina da presa, quella del regista La Camera, testimone e narratrice della vicenda, e quella del provino, che dal momento in cui viene accesa diventa creatrice della trasformazione di Elettra bambina in Elettra attrice.

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Ad accendere la telecamera è la Regista, interpretata dalla magistrale Isabella Rossi: con movenze sinuose e uno sguardo enigmatico, a tratti ambiguo, è la dominatrice di un gioco a due in cui ci mostra la figura del regista in uno dei suoi compiti principali, quello di aiutare gli attori a scavare dentro loro stessi fino a trovare il personaggio che devono incarnare. Perché, come diceva Decroux, il corpo dell’attore non accetta di rappresentare ma si dà interamente in tutta la sua azione. Grazie alla Regista Elettra riesce a uscire da sé stessa e ad agire, diventanto in tutto e per tutto la Protagonista.

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La Protagonista è questo: il racconto di un’evoluzione, quella di una ragazza in attrice, protagonista di un film e della sua stessa vita, senza più limiti o imposizioni. Un racconto diverso da Killer’s Sight, più esplicito e narrativo ma anche più maturo, in cui l’occhio di La Camera inizia a rivelarsi per quello che è: un narratore raro, puro e semplice.

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One thought on “La Protagonista: l’evoluzione di un personaggio in 14 minuti scarsi

  1. Pingback: “Carne e Polvere”, il nuovo corto di Antonio La Camera | Like Zelda

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