Books/Cinema

“Venere in pelliccia”. Chi domina chi?

1

Per me la serena sensualità degli Elleni è gioia senza dolore, un ideale che tendo a realizzare nella mia vita. Poiché non credo a quell’amore che predicano il cristianesimo, i moderni, i cavalieri dello spirito. Sì, mi guardi bene, io sono molto peggio di un’eretica. Sono una pagana.

“Venere in pelliccia”, Leopold von Sacher-Masoch, ed. Oscar Mondadori, p.30

Frustini e manette. Quando si sente parlare di Venere in pelliccia il pensiero corre subito verso questi elementi emblemi del sadomasochismo ancor più della persona che al (sado)masochismo ha dato il proprio nome, Leopold von Sacher-Masoch.

Autore conosciuto principalmente per aver coniato il termine, von Sacher-Masoch è il classico esempio di scrittore che ha riportato la sua vita a chiare lettere su carta. Per gli scrittori è forse più semplice narrare cose che conoscono bene e che hanno vissuto sulla propria pelle: sensazioni, sentimenti, visioni notturne. Ma in tutto ciò che ho letto raramente ho riscontrato la volontà di sottoporsi a un’auto-analisi. Quando l’io narrante coincide con l’autore vediamo quest’ultimo muoversi in un contesto che conosce ma resta tutto cristallizzato nella narrazione. Lo stesso avviene quando invece l’autore parla attraverso un personaggio totalmente nuovo ma costruito su sé stesso. L’autore è un profondo conoscitore delle dinamiche entro le quali si muove, spesso con una buona dose di introspezione.

Sacher-Masoch va oltre l’introspezione: si sdraia su un sofà e parla a ruota libera allo psicanalista, che altri non è che egli stesso, sperando di capire cosa frulla tra gli istinti più reconditi della testa e del corpo.

Basta sapere questo per approcciare nel giusto modo “Venere in pelliccia”. Pubblicato nel 1870 (poi ripubblicato in una nuova versione nel 1870), il romanzo più celebre dell’autore austriaco è un’analisi di se stesso offerta al pubblico in forma di narrazione, con il protagonista Severin dietro il quale si nasconde l’autore stesso. Dico che secondo me fa un’auto-analisi perché l’occhio indagatore dello scrittore si concentra su sé stesso e sul rapporto che egli ha con le donne, in particolare una donna: Wanda Dunajew, dietro la quale si cela Fanny von Pistor, la donna con cui Sacher-Masoch stipulò un contratto di sottomissione.

Se ancora dovete leggere il libro spogliatevi di ogni pregiudizio (se siete lettori accaniti dovreste farlo già per abitudine) e liberatevi dalla zavorra del “so cosa sto per leggere”. Non lo sapete. Lasciatevelo dire, questo libro vi spiazzerà. Vi spiazzerà se siete donne perché troverete riscontro nelle parole di Wanda e concorderete con lei su gran parte delle sue parole. Vi spiazzerà se siete uomini perché, forti del vostro machismo, vi chiederete come sia possibile che un uomo si riduca ad essere schiavo in tutto e per tutto di una donna, per poi restare sconcertati nel rendervi conto che è una cosa che capita tutti i giorni da quando Eva fu creata dalla costola di Adamo. Non a caso, von Sacher-Masoch apre il libro con una citazione biblica:

Dio lo ha punito e lo ha dato in mano a una donna.   Giuditta, 16,7

Questa citazione è la stessa che chiude l’omonimo film del 2013 diretto da Roman Polanski. La trama in breve: una splendida Emmanuelle Seigner piomba in un teatro di Parigi per partecipare all’audizione di “Venere in pelliccia”, adattamento teatrale del libro di von Sacher-Masoch. Nel teatro trova lo scrittore Thomas che ne ha curato l’adattamento, interpretato dal bravissimo Mathieu Amalric.

vp

Lo scrittore, che è anche regista dello spettacolo, cerca la Wanda perfetta. La troverà nella bella bionda, che non a caso si chiama proprio Vanda? Tra i due inizia uno straordinario confronto dall’esito imprevedibile. Se amate il teatro e il discorso metateatrale non potete perdervi questa pellicola. Viene persino scomodato Euripide e le sue “Baccanti”, simbolo greco dell’euforia e della dominazione sessuale. La Seigner è eterea nel suo ruolo da attrice solo in apparenza svampita, che sul palco tira fuori i costumi di scena dal suo borsone come un prestigiatore tira fuori il coniglio dal cappello.

A fare da sfondo è la domanda che da quando “Venere in pelliccia” è stato scritto, da quando Krafft-Ebing in Psychopathia sexualis ha identificato il sadomasochismo come patologia mentale e, in ultimo, da quando esistono uomo e donna, ronza nella testa di uomini e donne, indistintamente: chi è il dominatore e chi è lo schiavo? La bella Wanda Dunajew che, avvolta in una calda pelliccia d’ermellino, sottomette con un contratto Severin, oppure è lo stesso Severin ad avere il potere? Perché senza lo schiavo Severin la dominatrice Wanda non esisterebbe, è lui a motivarne l’esistenza e a permetterle di dominare. Nell’opera di Polanski chi è che domina? E’ Vanda che domina Thomas, incarnandone il personaggio tanto bramato dall’uomo, o è Thomas il regista a dominare Vanda l’attrice, sempre sottomessa alla volontà ultima del regista stesso? In generale, è la donna che domina l’uomo o è l’uomo che domina la donna?

Nessuno ha la risposta: non ce l’ha von Sacher-Masoch, che ha dovuto scrivere un libro sulla sua esperienza personale per tentare di dissipare la matassa, né tantomeno ce l’ha Polanski, che ha creato un film partendo dalla piéce teatrale scritta dal co-sceneggiatore del film David Ives ma a dare la risposta neanche ci prova, “limitandosi” a porre l’accento sulla domanda stessa, rincarando la dose di punti interrogativi.

Alla luce di libro e film la certezza è una sola: a dispetto di questioni come la parità di genere è destino del genere umano continuare ad arrovellarsi su questa domanda.

tea

Annunci

3 thoughts on ““Venere in pelliccia”. Chi domina chi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...