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“Neon Angel”. Una vera storia rock al sapore di ciliegia

L’unica cosa che mi fece andare avanti era quello che si potrebbe definire il momento “lampadina”. Quando la voce dentro di me mi disse che ero sopravvissuta, e che questa cosa non me l’avrebbe potuta portare via nessuno.

da Neon Angel – Memorie di una Runaway, Cherie Currie, p.268, Arcana Edizioni

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Lo ammetto: ho conosciuto le Runaways solo dopo aver visto il film con Kristen Stewart e Dakota Fanning del 2010, diretto da Floria Sigismondi. Ossessionata dalle fotografie di Flora, fan dello stile rock-decadente con cui ha diretto alcuni dei miei videoclip preferiti, quando è uscito il suo primo film sapevo di non potermelo perdere.

Il film mi ha quindi permesso di conoscere le Runaways, rock band americana tutta al femminile attiva verso la fine degli anni Settanta. Le Runaways hanno avuto più successo in Europa e in Asia che in patria e sono durate poco per svariati motivi che non starò qui ad affrontare. A poco è servito il talento di Joan Jett (la chitarrista, diventata poi famosa con I love rock N’ roll) o le strategie del manager visionario Kim Fowley. Ma le canzoni spaccano ancora oggi.

“Neon Angel”, la biografia della cantante delle Runaways Cherie Currie, mi è capitato per caso tra le mani. Volevo comprarlo già da un po’ ma alla fine è venuto lui da me, facendosi trovare abbandonato su una bancarella. Un bel ritrovamento casuale.

cherie

“Neon Angel” potrebbe essere un perfetto bildungsroman se non fosse per il dettaglio che la storia di Cherie Currie è vera. Drammatica ma vera. E’ vera la sua ossessione per David Bowie, la dipendenza dalle droghe, gli stupri che ha subito. Ma tutto questo ha fatto di lei una sopravvissuta. In sintesi è la storia del cominciare, del ricadere e poi del cominciare ancora una volta. Una vita fatta di alti e bassi, un po’ come le vite di ognuno di noi, con la differenza che gli alti di Cherie sono stati molto alti e i bassi molto, molto bassi. Una vita al limite. Una vita runaway.

Quando avevo quindici anni, immaginavo di potere di punto in bianco essere una rockstar, senza dover mai lottare per diventarlo. Era come un giro in giostra in cui ti alzi dal suolo e ti ritrovi contro il muro, a girare vorticosamente, disorientata e con la nausea, incapace di scendere o addirittura muoverti finché non finisce il giro.

p.329

Se non conoscete le Runaways ma amate il rock vi consiglio di andare su Youtube e perdervi nel loro piccolo grande mondo fatto di rock e lustrini. Cominciate da Cherry Bomb, la canzone più celebre e quella che, più di tutte, viene identificata con Cherie Currie, che era solita cantarla con indosso un corsetto bianco.

Quando si dice nomen omen:

Cherry Bomb. Kim e io l’abbiamo scritta apposta per te. E’ un gioco di parole con il tuo nome. Cherie-Cherry. Capito?

Joan Jett a Cherie Currie il giorno dell’audizione per le Runaways, p.86

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