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Camillo Boito, questo sconosciuto. Purtroppo.

Devo ringraziare la collana della Biblioteca dell’Espresso, perché mi ha permesso di scoprire un autore italiano, uno di quelli che studi a scuola ma marginalmente, come se il loro nome non sia degno di essere accostato a Dante, Leopardi, Verga. Camillo Boito (Roma 1836 – Milano 1914) si incontra quando si studia la Scapigliatura ma “scapigliato” non era, anzi.

Fratello del più famoso Arrigo e celebre architetto, Camillo Boito anche quando scrive sembra innalzare cattedrali e monumenti alla Bellezza, che sia la bellezza di una donna, dell’arte, della musica. Le sue costruzioni narrative sono come piramidi: all’esterno hanno una geometria lineare ma all’interno nascondono mille cunicoli, quelli più profondi dei desideri dell’animo umano.

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Il volume di racconti inizia con Senso, la novella che ha ispirato l’omonimo film di Luchino Visconti del 1954 con Alida Valli. Primo impatto: il titolo. Senso, il sensuale che si contrappone alla logica, che nel racconto ha le sembianze della contessa Livia, sposata a un anziano nobile e che si innamora di un giovane ufficiale. Secondo impatto: Livia è emancipata, ricca, consapevole della propria crudele bellezza ma soprattutto è una libera pensatrice, disillusa. Un personaggio squisitamente moderno per l’epoca, una che “se ne frega”. E lo dimostra il finale della novella, che non svelerò: però vi anticipo che se amate lo stile “girl power” vi piacerà.

“Contessa Livia, muoio,  mi uccido: la sua immagine sparirà dal mio petto con l’ultima goccia del mio sangue; mi calpesti come uno schiavo, ma mi permetta di adorarla come una Dea”. Frasi da melodramma. Pochi mesi, e tutto svanisce. Amore, furore, giuramenti, lagrime, singhiozzi, non c’è più nulla! Schifosa natura umana.

C.Boito, Senso e altri racconti, La Biblioteca dell’Espresso, p.16

Eviterò di fare un’analisi di tutti i racconti racchiusi nel libro. Sono tanti e diversi tra loro. Però vi anticipo le tematiche sperando di invogliarvi a leggerlo. Perché, fidatevi, merita. Soprattutto se amate i racconti di Hoffmann e Poe, il gotico, l’oscuro. I temi sono il fantastico e il macabro, gli istinti più malati e turpi dell’uomo, spesso nascosti dietro l’altisonante nome di Amore. Un esempio su tutti, il racconto Baciale ‘l piede e la man bella e bianca. Già il titolo anticipa una tematica vagamente feticista. Infatti:

Aveva i piedi ben calzati da scarpette di raso bianco: la scongiurai di concedere ch’io le imprimessi un castissimo bacio sulla punta del piede destro. Sorrise; acconsentì.

C.Boito, Senso e altri racconti, La Biblioteca dell’Espresso, p.75

Tra i racconti trova spazio anche la necrofilìa, non la perversione sessuale ma la vera e propria ossessione (anche sessuale?) di uno dei personaggi per l’anatomia del cadavere, in particolare di Un corpo, quello di una donna, che dà il titolo alla novella:

Ella sa che Parrasio, per figurare Prometeo dilaniato dall’avvoltoio, comprò un prigioniero vecchio e venerabile, poi, fattoselo condurre in bottega, con un ferro aguzzo gli andò lacerando il fegato, e, mentre il vecchio agonizzava fra i più atroci tormenti, il pittore calmo osservava, studiava, dipingeva.

C.Boito, Senso e altri racconti, La Biblioteca dell’Espresso, p.89

Ecco, Boito ci dona queste immagini degne di un film horror e lo fa per scandagliare i punti più bassi e reconditi dell’animo umano, quelli di cui nessuno parla, che nessuno fa emergere proprio per la loro turpitudine.

Dark ladies, pazzi, maniaci, indiavolati, demoni, ossessioni varie: Boito parla di questo e lo fa con maestrìa, toccando temi quali la religione, l’etica, l’arte, la musica. Forse i temi scomodi lo rendono un autore scomodo nel panorama italiano fatto di madonne e infiniti. Per questo una delle mie battaglie personali diventerà quello di consigliare la sua opera a ogni lettore accanito che incontrerò. Ho sempre amato le cause perse.

Qui trovate la prefazione del grande critico Stefano Giovanardi, la stessa del libro. Sembrerà strano ma a questo punto neanche stupisce più di tanto il fatto che sia l’unico approfondimento decente su Boito che si trova in rete.

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