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“Histoire d’O”. Perché Amore è Dipendenza / Sulla Libertà vol. 2

Histoire d'O 1

Le slacciò il collare e i bracciali che da due settimane la tenevano prigioniera. Si sentì liberata? Oppure fu come se qualcosa le mancasse?

Pauline Réage, Histoire d’O, Edizioni ES, 2012, p.43

Histoire d’O è un libro firmato ‘Pauline Réage’, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1954. Anni dopo si scoprirà che dietro il nome Pauline Réage si cela Anne Desclos, poetessa, eroina della Resistenza, amante dell’editore Jean Paulhan. Dicono che la Desclos l’abbia scritto per far felice l’amante dispotico Paulhan. Quanta sottomissione. O forse no?

Un libro considerato “scandaloso”, sicuramente poco femminista. Perché è idea comune che la donna che sceglie la schiavitù volontaria in camera da letto è folle, è psicologicamente sottomessa, è figlia di una cultura patriarcale eccetera. Tutte spiegazioni psico-antropologiche, forse vere. O forse no?

Confesso che in realtà ci ho messo un po’ a capire il senso della sottomissione di O, o meglio le motivazioni della protagonista. La semplice motivazione del piacere non basta a spiegare ciò che O fa, prova e dice quando è incatenata, frustata, sottomessa da René o da Sir Stephen. E’ qualcosa in più. Perché l’autrice Pauline Réage/Anne Desclos ci fa entrare negli stati di O, nella sua mente, senza l’uso scontato della prima persona, cosa che invece fa Houellebecq in Sottomissione, altra analisi del concetto di libertà.

Houellebecq parla della libertà nel mondo, nella società. Pauline Réage parla invece della libertà del singolo in un rapporto di coppia, rivelando al lettore un punto di vista per molti opinabile e difficile da accettare: l’Amore è Dipendenza. Inoltre, cedere volontariamente la volontà per Amore è anche questa una forma di Libertà.

Il protagonista di Sottomissione è felice dell’invasione dell’Islam in Francia perché nella cultura islamica e nelle sue imposizioni non deve scegliere, la sua libertà è annullata e quindi la vita è più facile. La nostra protagonista O, invece, trova nella sottomissione sessuale la legittimazione, data dall’appartenenza a qualcuno: prima al padrone di turno e poi a Sir Stephen, quando finalmente questa appartenenza diventa Amore. Perché Amore=Dipendenza, quindi sottomissione e privazione della libertà, in questo caso imposta da un padrone che sottomette fisicamente.

Era il fatto che René la lasciava libera, e lei detestava la propria libertà. La propria libertà era peggiore di qualsiasi catena. La propria libertà la separava da René.

p.80

Ecco quindi che siamo rapiti dalla spirale di O, una spirale fatta di fascino francese, pelle diafana e autoreggenti. Una spirale di dolore in cui catene, verghe e dilatatori sono gli strumenti di padroni sadici e senza limiti. Leggevo il libro e cercavo di sviscerarne il significato oltre le parole, volevo arrivare alla Verità di O. E quando ci sono arrivata è stato bellissimo.

[…] gli ci sarebbe voluto molto tempo per domarla, per cui non avrebbe potuto fare a meno di essere conquistato dalla sua stessa opera, e di amarla almeno un poco. Perché tutta la sua resistenza interiore, e il timido rifiuto che aveva osato manifestare, avevano questo solo scopo: O voleva esistere per Sir Stephen, per quanto poco fosse, così come esisteva per René, e voleva che provasse per lei qualcosa di più del desiderio.

P.70

Per O essere sottomessa sessualmente significa esistere. Esistere per qualcuno e quindi esistere anche per sé stessa. O è legittimata a esistere solo dagli altri. La sottomissione permea il suo sé e la sua vita, è tutto. Ma è troppo riduttivo. O si fa sottomettere da René e poi da Sir Stephen per amore, quindi per dipendenza. Sono arrivata alla conclusione che Histoire d’O sia uno dei libri più romantici mai scritti, perché la protagonista è disposta a farsi sottomettere, a subire torture, a farsi umiliare solo per dare piacere al suo amato René.

“Ti amo, René, ti amo,” ripeté chiamandolo a bassa voce nella solitudine della stanza “ti amo, fa’ di me ciò che vorrai, ma non lasciarmi, Dio mio, non lasciarmi”.

p.73

Ma, come in tutti i libri migliori, anche in questo il personaggio principale evolve. O prima si fa sottomettere e subisce torture e umiliazioni anche da terze persone pur di dimostrare il suo amore e la sua devozione a René. Ma quando entra in scena Sir Stephen tutto cambia. René, in quanto Padrone di O, decide di darla in prestito al fratellastro Sir Stephen, molto più grande di lui, più autoritario nell’aspetto e nella sostanza. Sir Stephen tortura e umilia O, la fa usare da più persone, uomini e donne indistintamente e O accetta e subisce. René vuole che Sir Stephen la usi quindi lei vuole essere usata. Perchè è innamorata di René e René esige questo. E Sir Stephen guarda la devozione di O verso René e ne è affascinato, arrivando a innamorarsi della schiava. La vuole per sé e arriva quindi il punto di svolta del libro: Sir Stephen la fa marchiare e le applica un anello di ferro sul clitoride, a sigillo della sua proprietà.

Ma poi, che cos’era René di fronte a Sir Stephen? Ma che sollievo, che delizia l’anello di ferro che fora la carne e pesa per sempre, il marchio che non si cancellerà mai, la mano di un padrone che ti fa stendere su un letto di roccia, la mano di un padrone che sa dominare senza pietà chi ama. E O si diceva che, in fondo, aveva amato René soltanto per imparare l’amore, per imparare a darsi meglio, schiava e appagata, a Sir Stephen.

P.137-138

Questa azione cambia O. Nella mente di O un uomo disposto a marchiarla vuol dire che è disposto a farla sua per sempre, non solo nel corpo ma anche nell’anima, perché attraverso il marchio Sir Stephen la riconosce come sua . Un legame che va oltre il legame matrimoniale. Una forma di amore? Per O e Sir Stephen sicuramente si. Ecco perché dico che Histoire d’O è uno dei libri più romantici mai scritti, a suo modo. Per dirla con le parole di Jean Paulhan, che chiude il libro con il saggio Felicità nella schiavitù:

Finché mi si frusta o mi si violenta per tuo volere, io non sono che un tuo pensiero, un tuo desiderio, una tua ossessione. Credo sia questo quel che volevi. Io ti amo, ed è questo quel che voglio anch’io. […] Senza dubbio l’Histoire d’O è la più feroce lettera d’amore che un uomo abbia mai ricevuto. […] In tutto questo discorso sono due le parole che mi irritano: la parola amore e anche la parola libertà. E’ precisamente il contrario, è ovvio. Non c’è amore senza dipendenza.

P.157

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2 thoughts on ““Histoire d’O”. Perché Amore è Dipendenza / Sulla Libertà vol. 2

    • Ciao Dafne, ho letto “Venere in pelliccia” e mi è piaciuto moltissimo, tanto da recensirlo qui. La tematica è sempre il sadomasochismo ma secondo me è trattato da un’altra prospettiva: nell’Histoire la protagonista è la donna che cede la propria volontà in nome di qualcosa di superiore, chiamiamolo Amore. Venere in pelliccia, invece, non è altro che un’analisi sui ruoli di schiavo e padrone. Ti consiglio di rimando il film di Roman Polanski. Il regista ha scelto (non a caso!) di ambientare la vicenda in un teatro, il luogo per eccellenza in cui i ruoli si mescolano. Aspetto una tua opinione 😉

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