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Ciao Tom Sawyer!

Anche se il mio libro è stato scritto

E dicevano che avrebbero preferito fare i fuorilegge nella foresta di Sherwood per un anno piuttosto che il presidente degli Stati Uniti per sempre.

Mark Twain, Le avventure di Tom Sawyer, Ed. Garzanti, p.62

Ricordate quando a Zelig il comico Gabriele Cirilli faceva ridere la platea gridando “Vojo tornà bambino!”? Ecco, leggendo questo libro in treno mi veniva voglia di alzarmi in piedi e urlare “Vojo tornà bambina!”.

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L’infanzia è il periodo della vita in cui ti godi il meglio, in cui le ore di lezione sui banchi sono infinite e in cui le uniche preoccupazioni sono i compiti a casa e l’ardua impresa di selezionare i regali da chiedere per Natale.

Ma se Mark Twain avesse voluto mostrarci solo questo aspetto dell’infanzia allora “Le avventure di Tom Sawyer” non avrebbe avuto tutto questo successo e la letteratura americana di oggi sarebbe diversa. Mark Twain non è un semplice scrittore, è di più: è un drammaturgo. Mette in scena le avventure di Tom e dell’amico Huckleberry Finn per far riflettere il pubblico, farlo sentire ridicolo, comune, banale. Quando si è bambini non si conosce il significato di “banale”, anzi: ci si sente speciali, unici al mondo. Un mondo che è ai nostri piedi, fatto di possibilità e avventure a portata di mano: piccole o grandi che siano sta a noi deciderlo. Si tratta di cambiare la prospettiva.

Quando cresci aumentano le preoccupazioni ma è la vita e non puoi farci niente. Puoi invece fare tanto se torni a guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Vorrei tanto un Tom Sawyer che mi prenda per mano e mi dica “Fregatene, chisseneimporta, andiamo a giocare ai pirati”.

“Le avventure di Tom Sawyer” è dedicato a me, a te che leggi, agli adulti, a tutti coloro che ora sono in ufficio sommersi di lavoro, a casa in attesa del meglio che sta per arrivare ma intanto non arriva mai, a chi è inerte, indeciso, preoccupato. Non dovremmo più preoccuparci perché la vita è un gioco e come tutti i giochi è fatta di alti e bassi. I bassi possono sembrare insormontabili ma non lo sono mai se li guardiamo con gli occhi di Tom Sawyer.

Io voglio provarci e quando non ci riuscirò penserò a Tom e Huck che se ne fregano delle regole e giocano a fare gli indiani in riva al Mississippi. Grazie mille Mark!

“Tutto è così maledettamente regolare che uno davvero non ce la fa.”

“Be’, tutti vivono così, Huck.”

“Non cambia niente, Tom. Io non sono “tutti” e non resisto più. E’ terribile sentirsi così legati.”

p.214

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One thought on “Ciao Tom Sawyer!

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