S-conosciuti

L’icona Klaus Nomi

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Inauguro oggi una nuova categoria del blog: S-conosciuti.

Perché S-conosciuti? Perché più leggo, guardo e imparo e più mi rendo conto che la storia della letteratura, della musica e del cinema sono abitate dai “soliti noti”, ma anche da personaggi secondari che, in un modo o nell’altro, sono stati rilevanti per la storia, la quale però si è rivelata inclemente con loro, relegandoli ai margini.

Tra le cause scatenanti di questo destino, il fatto che molti di questi personaggi siano stati “spalle”, accompagnatori, contributor alla creazione di un personaggio che sarebbe poi diventato una leggenda. Oppure, nel più triste dei casi, la loro scomparsa prematura.

In questo folto gruppo di personaggi rientra Klaus Nomi, diventato celebre grazie a David Bowie.

Klaus Sperber nacque nel Sud della Germania nel 1944 e fin da bambino coltivò un vivo interesse per l’opera e per la musica pop, in apparenza due mondi distanti, ma in effetti cosa c’è di più pop del Và pensiero di Verdi?

Durante i primi anni Settanta si trasferì a New York dove divenne uno dei personaggi più in vista tra gli artisti dell’East Village: è in questo periodo che inizia a usare lo pseudonimo Klaus Nomi, dove “nomi” è l’anagramma della parola latina omni(s) (tutto).

A New York Klaus Nomi canta l’opera e canta ciò che resta del vaudeville. Ecco perché David Bowie lo nota: la matrice teatrale è forte in entrambi, sono quasi anime gemelle. Lo stile musicale di Nomi, infatti,  è unico nel suo genere, una combinazione di opera e New Wave portata in scena con un volto dipinto di bianco come quello degli attori Kabuki, labbra dipinte di nero e vestiti teatrali, che ricordano i costumi cubisti del teatro del primo Novecento.

Nel 1978 avviene l’incontro tra David Bowie e Nomi: due anni dopo sarà Bowie ad aiutarlo a firmare con la RCA records, non prima di prendere parte insieme al Saturday Night Live, in un’esibizione che ha fatto la storia della musica.

Nel 1981 lascia ai posteri l’altra esibizione live grazie alla quale oggi è ricordato (da quei pochi che lo ricordano, ovviamente): Total Eclipse, brano tratto dalla colonna sonora del film simbolo dell’era punk Urgh! A music war (1981) di Derek Burbidge.

Il 6 agosto  1983, all’età di 39 anni e con una carriera in ascesa, morirà a New York di AIDS, prima ancora che questa malattia venisse identificata e studiata dai medici.

Klaus Nomi  è s-conosciuto perché la morte lo ha portato via troppo presto. Quello che resta sono i video e un’immagine iconica, seppur non per tutti.

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