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La terapia Rilke

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Ceci n’est pas una recensione.

Ho finito di leggere le “Lettere a un giovane poeta” da qualche settimana e ci ho pensato a lungo prima di iniziare a scriverne: vale la pena fare la recensione su una raccolta di lettere dello scrittore Rainer Maria Rilke, lettere che Rilke ha inviato a un giovane poeta che lo interrogava sull’arte, la vita, la poesia, Dio e la forza creatrice? Allora ho deciso di non fare una recensione di una raccolta di pensieri e opinioni, ma piuttosto riportare alcune tra le frasi più belle che ho incontrato. Mandarle in rete con tutta la loro potenza possono solo fare del bene.

Le cose non si possono afferrare o dire tutte come ci si vorrebbe di solito far credere: la maggior parte degli avvenimenti sono indicibili, si compiono in uno spazio che mai parola ha varcato, e più indicibili di tutto sono le opere d’arte, misteriose esistenze, la cui vita, accanto alla nostra che svanisce, perdura. [p.13]

Nessuno vi può consigliare e aiutare, nessuno. C’è una sola via. Penetrate in voi stesso. Ricercate la ragione che vi chiama a scrivere; esaminate s’essa estenda le sue radici nel più profondo luogo del vostro cuore, confessatevi se sareste costretto a morire, quando vi si negasse di scrivere. [p.14]

[…]

raffigurate le vostre tristezze, e nostalgie, i pensieri passeggeri e la fede in qualche bellezza, raffigurate tutto questo con intima, tranquilla, umile sincerità e usate, per esprimervi, le cose che vi circondano, le immagini dei vostri sogni e gli oggetti della vostra memoria. Se la vostra vita quotidiana vi sembra povera, non l’accusate: accusate voi stesso, che non siete assai poeta da evocarne la ricchezza; ché per un creatore non esiste povertà né luoghi poveri e indifferenti. [p.15]

E se da questo viaggio all’interno, da quest’immersione nel proprio mondo giungono versi, allora non penserete a interrogare alcuno se siano buoni versi; né tenterete d’interessare per questi lavori le riviste: ché in loro vedrete il vostro caro possesso naturale, una parte e una voce della vostra vita. Una opera d’arte è buona, s’è nata da necessità. […] Ché il creatore dev’essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura, cui s’è alleato. [p.16]

Ne consiglio la lettura perché è un piccolo compendio su tutto: la religione, l’arte, la scrittura, il sesso, l’amore, il rapporto genitori-figli, la paura, il male. Vale la pena leggerlo, sottolineare le frasi che ci colpiscono e tenerlo sul comodino, pronto a consolarci e consigliarci come un vecchio amico.

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