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The Strega Challenge – “L’uomo del futuro” di Eraldo Affinati

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Don Milani continua a essere inafferrabile: è una domanda inevasa, la spina nel nostro fianco, un pensiero in movimento. Non ci lascia un’opera, una filosofia, un sistema, un progetto, ma energia allo stato puro.

p.158

Per definire questo libro con una parola, scelgo PARTICOLARE. Questo è un testo particolare perché “L’uomo del futuro” di Eraldo Affinati, edito da Mondadori, solo in apparenza racconta la storia di Don Milani. In realtà, questo libro racconta il viaggio di Affinati sulle strade di don Lorenzo Milani, come indica la frase sulla copertina.

L’autore viaggia lungo i luoghi italiani in cui il prete ha vissuto e agito, ma non solo. Berlino, Tokyo, Città del Messico sono solo alcune delle città estere in cui l’autore cerca l’eredità spirituale e morale di don Lorenzo Milani.

Perché forse don Milani non avrà mai visitato queste città, eppure è come se queste fossero comunque state toccate dalla modernità del suo pensiero sull’educazione dei giovani, la scuola, l’insegnamento.

Non ci ha lasciato trattati teologici (gli bastavano i dieci comandamenti, insieme all’eucarestia e alla confessione), ma una sapienza del fare scuola, qui e ora, cogliendo nella passione pedagogica del maestro l’essenza più autentica del cristianesimo, inteso quale racconto di sguardi che, incrociandosi, si prendono cura l’uno dell’altro.

p.27

La scelta di Affinati di raccontare il proprio viaggio e di riferirsi a sé stesso utilizzando la seconda persona singolare è una scelta stilistica molto interessante, una riflessione a posteriori dell’autore sulle proprie idee e convinzioni. Il viaggio genera riflessione: con l’uso del “tu” riferito a sé stesso racconta un altro viaggio, quello dello scrittore all’interno di sé e della propria scrittura.

Affinati non è solo uno scrittore, è anche un insegnante. Ecco il perché del suo viaggio e della sua ricerca sulle orme del rapporto tra insegnamento e religione. Perché se è vero che, secondo alcuni, la parola “religione” viene dal verbo latino religare, unire insieme, e se si intende la religione come il culto che unisce l’uomo alla divinità, allora si può concludere che quello tra insegnante e scolaro può essere un’unione simile, volta alla crescita dello scolaro.

Cosa significa trasformare un bambino in un uomo? Vuol dire mettere in funzione l’essere umano. Condurlo alla maggiore età, non anagrafica, bensì spirituale. Si tratta di un compito da realizzare innanzitutto con se stessi, prima che coi propri figli o scolari o, ancora più centralmente, col nostro prossimo. Quale potrebbe essere la molla capace di spingerci a farlo? Provi a rispondere secondo lo spirito che, così tu almeno vorresti, ti sta trasmettendo don Milani: lo si fa per amore dell’uomo.

p.98

Non sappiamo cosa Affinati abbia davvero raccolto, a livello personale, dal suo viaggio sulle orme di don Milani. Dalle pagine del libro emergono le sue riflessioni, i suoi incontri, le sue esperienze.

Dal libro la certezza che emerge è una sola: l’insegnamento va di pari passo con gli insegnamenti cristiani: si può credere o meno, si può essere cristiani o meno, eppure il principio dell’amore per il prossimo DEVE essere ciò che spinge gli insegnanti a svolgere il loro cruciale compito, con dedizione e grande senso di responsabilità.

Se tutti gli insegnanti ragionassero così…

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